Siamo tutti un po’ scossi dalla particolarità di questo preciso momento storico come figli, come genitori e soprattutto come insegnanti.

Dobbiamo riconoscere che la scuola, come comunità educante, come comunità attiva e  come comunità partecipata, dove gli scambi sociali educativi e formativi avvengono in presenza,in maniera diretta e profonda, ha subito un duro colpo.

Ed è in questo preciso momento che il vero ruolo dell’insegnante deve prendere il sopravvento, il nostro compito è di esserci, è di tentare attivare tutte le risorse di cui disponiamo per manifestare la nostra vicinanza e la nostra professionalità ai nostri bambini e alle nostre bambine, alle famiglie, al nostro Governo, al quale comunque dobbiamo dare delle risposte fattive e propositive; dobbiamo esserci anche per il nostro Paese, ma dobbiamo esserci e reinventarci, soprattutto per noi stesse e per noi stessi, per il nostro essere insegnanti, per la nostra capacità di lasciare delle tracce, di segnare il cammino dei nostri alunni, perché il vero segreto, in fondo, è proprio questo: innalzarci a modello educativo.

In questo preciso momento emergenziale mostriamo ai nostri alunni come di fronte ad una difficoltà inaspettata sappiamo essere costruttori di resilienza. 

 Siamo tutti spaventati da quello che saremo chiamati a fare, rispetto alla didattica alla quale  siamo soliti aggrapparci, ma quello status, quella zona comfort che abbiamo fatta nostra per tanto tempo, deve essere accantonata.Dobbiamo essere coraggiosi e disposti a rimetterci in gioco, a scoprire nuove modalità di insegnamento/apprendimento e riconoscere che in questo preciso momento le innovazioni tecnologiche possono essere un buon equipaggiamento.Certo non possono sostituire le relazioni umane che si realizzano con il contatto interpersonale, ma possono aiutare noi insegnanti, i nostri alunni e le famiglie a sentirsi meno soli e a lanciare soprattutto un messaggio importante che la scuola va avanti nonostante tutto e va avanti per tutti.

Lo staff di Dida-tech